L’ospite sgradito e altri 12 racconti d’umorismo nero

L'ospite sgradito e altri 12 racconti di umorismo nero (Rizzoli, 1995) e la più recente ristampa pubblicata da Adelphi.

L’ospite sgradito e altri 12 racconti di umorismo nero (Rizzoli, 1995) e la più recente ristampa pubblicata da Adelphi.

Il volume di Edward Gorey pubblicato da Rizzoli arriva, dopo venti anni dal precedente, a colmare una profonda lacuna riguardo la produzione di questo misterioso artista americano i cui dati biografici sono praticamente inesistenti. Ardua è la disamina di un lavoro complesso come quello presentato dall’autore. L’ospite sgradito e altri 12 racconti di umorismo nero si pone come libro dai molteplici piani di lettura, e definire lo stile di queste favole crudeli “vittoriano anacronistico” non è fuori luogo. Gorey conserva dei vignettisti del Punch il gusto per la composizione formale essenziale, che fatta propria, tramuta in immagini dalla semplicità quasi ostentata. Una semplicità, questa, solo apparente che arricchita da un fitto tratteggio avvicina questi lavori alle illustrazioni di John Tenniel e Grandville (Jean-Ignace-Isidore Gérard).

Nei racconti di Gorey troviamo un mondo umbratile e personale che appare in un perenne stato crepuscolare, percorso da riverberi fatalistici. I piccoli di Gashlycrumb è una lugubre sequenza di ritratti infantili dove ogni bambino si vede segnato da una tragica fine. Non solo in questo fumetto i personaggi – peraltro sempre torbidi – sono legati da un destino inesorabile.

L’autore non traccia mai profili psicologici dettagliati, come a fare diventare ogni “non personaggio” un mezzo atto allo sviluppo di visioni proprie. Ci troviamo davanti a un mondo mostrato dal suo Deus ex machina distaccato dalle sorti di chi lo popola. Un libro esemplare, contenente testi non facili a una prima lettura, ma che ripercorsi riservano nuove e intense suggestioni. (GF, Fumo di China n. 34, Ned 50)

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