Diceria del Vampiro. De masticatione mortuorum in tumulis

Diceria_vampiroAnno 1725. Nel villaggio ungherese di Kisolova muore il contadino Peter Plogojovitz. Il fatto sarebbe normale se questa morte non fosse seguita da avvenimenti strani e inquietanti, legati a ciò che il pregiudizio e la superstizione popolare chiamano fenomeno dei “morti masticatori”. L’atmosfera si surriscalda al punto da richiedere l’intervento dell’Ufficiale Imperiale. La situazione sembra però sfuggire di mano: gli abitanti, terrorizzati e inferociti, riesumano e straziano il cadavere, considerato appunto un “morto masticatore” e un vampiro.

Autore del presente scritto è il filosofo Michael Ranft, che suddivide l’opera in due dissertazioni. La prima, storico-critica, comprende la descrizione particolareggiata dell’evento e dell’ambiente in cui è collocato.

 La seconda, di carattere filosofico, presenta numerose e controverse teorie sostenute dagli scienziati dell’epoca, talune certamente curiose. Ranft, tuttavia, procede pazientemente con lucidità e con metodo, circoscrivendo e analizzando accuratamente la presunta “masticazione dei morti nelle tombe” e con essa il fenomeno del vampirismo.

Tradotto per la prima volta in italiano, il De Masticatione mortuorum in tumulis è corredato dal testo originale latino a fronte, dalla riproduzione dei capitoli dal XLIII al XLV del Traité sur les apparitions des esprits et sur les vampires, ou les revenants de Hongrie, de Moravie, etc. – opera di dom Augustin Calmet – inerenti il saggio di Michael Ranft, da un’introduzione di Gabriele Ferrero e da una postfazione firmata da Dario Spada.

Copertina di Alfonso Cucinelli.

Il libro di Michael Ranft, Diceria del vampiro. De Masticatione mortuorum in tumulis, è pubblicato dall’Associazione Culturale LibriPerduti.

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