Anno domini

Illustrazione di Paolo Morisi.

Illustrazione di Paolo Morisi.

Le vostre parole mi riportano al motivo principale per il quale mi trovo qui. Da quando siete arrivato in città, la redazione del «Boston Gazette», il giornale a cui collaboro, è stata subissata di lettere. Il direttore mi ha incaricato d’intervistarvi, in modo che i vostri concittadini finalmente sappiano chi è il nuovo governatore della regione.

L’uomo distolse lo sguardo dalla strada, poi, rivoltosi al giornalista, disse: “Questa vostra richiesta mi stupisce. Evidentemente i lettori del vostro foglio hanno la memoria corta. Dovreste sapere che molto è già stato scritto sul mio conto. Se ricordo bene, furono proprio tre vostri colleghi, Sturgiss, Guzman e Stoklebrown che, qualche anno fa, durante la guerra, si presentarono nello sperduto avamposto d’irregolari che comandavo, chiedendo che raccontassimo loro le nostre esperienze di battaglia. Rimasero con noi circa un mese. Poi, quando ritennero di avere raccolto materiale a sufficienza, ripartirono. Non più di una settimana dopo, sulla prima pagina del «Boston Gazette» apparve il primo articolo sulle nostre gesta e con esso nacque il mito dei famigerati ‘Lupi dell’Ontario’. Furono proprio quei giornalisti ad attribuirci quel nome. Dissero che era un’innocua licenza che avrebbe contribuito a farci amare dai lettori. Ebbi modo di leggere il loro resoconto solo al termine della guerra, e devo dire che seppero fare tesoro di quel poco che raccontammo loro. Il resto fu farina del loro sacco, farina d’ottima grana, nonostante talvolta abbiano esagerato un po’ con la fantasia, attribuendoci vicende che mai avremmo potuto vivere… come quando ci spedirono in Africa, per incontrare gli antichi Egizi. Comunque, nonostante ciò, è grazie a loro se altri uomini sentirono il dovere di unirsi a noi per lottare contro la tirannide inglese. La loro firma, SGS, rimane come un marchio indelebile su quei racconti.

Conosco bene gli articoli di Sturgiss, Guzman e Stoklebrown: hanno lasciato una grande impronta sulla mia generazione e mi hanno spinto a intraprendere il lavoro che faccio. Non immaginavo, però, che la loro drammatizzazione fosse esagerata. Quando li lessi, ricordo che colpirono la mia fantasia di ragazzino. Mi sembrava di trovarmi al vostro fianco e di lottare anch’io per quegli ideali di libertà. Non sono passati molti anni da allora, ma nel frattempo sono diventato un uomo. Ultimamente li ho riletti per prepararmi a questo incontro e devo dire che la patina del tempo non li ha scalfiti minimamente. Trovo quelle descrizioni ancora vibranti e piene di vita.

 “Ditemi, che ne è stato di loro?”

 “Dopo la pubblicazione di alcuni articoli sui ‘Lupi dell’Ontario’ furono costretti ad abbandonare il New England a causa della taglia che l’allora governatore britannico aveva messo sulle loro teste. Ripararono in Quebec, dove proseguirono a scrivere di voi. Da quel poco che sono riuscito a scoprire, credo che vivano ancora laggiù.

 “Peccato, mi avrebbe fatto piacere rincontrarli. Se ho conquistato questa posizione, lo devo anche a loro.

“Anno Domini”, un racconto scritto da Gabriele Ferrero e illustrato da Paolo Morisi, su Il Comandante Mark n. 111, in edicola dal 27 settembre 2011.

 (© sull’immagine EsseGesse/Edizioni if)

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