Donne senza trucco

Illustrazione di Michela De Domenico.

Illustrazione di Michela De Domenico.

(if n. 10, Epierre)

Dispersi in pubblicazioni spesso difficilmente reperibili, chiusi tra pagine troppo strette per le enormi emozioni che hanno in animo di comunicare, i fumetti delle nuove disegnatrici italiane sfuggono troppo spesso a occhi poco attenti. Eppure, le produzioni di queste autrici, non riescono proprio a trattenere un costante sottofondo autobiografico, una voglia di raccontarsi maggiore a possibilità di pubblicazione assai ristrette. È un particolare, questo, nient’affatto trascurabile in un ambito come quello del fumetto odierno dove, nelle produzioni delle case editrici ufficiali si tende sempre più verso la standardizzazione dei personaggi.

Il parlare di sé, slegato dall’autocelebrazione che ha caratterizzato molto fumetto d’autore degli anni Ottanta del Novecento sembra definire, più che altro, la volontà dell’autrice di riflettersi nei fenomeni di massa per appartenere a tribù, meno elitarie di quanto ci vengono descritte. In questo, Cuoricini, le bugie a fumetti di Nicoz è un piccolo “manifesto”, l’opera che rappresenta al meglio lo spirito di Nicoletta Zanchi, Nicoz appunto. Lei è una giovanissima protagonista dell’underground romano e curatrice delle riviste Catholic Girl e Caccapiscia. Nelle sue tavole vi è una geometria dell’assurdo dettata da regole personali. Tra macchie e imprecisioni rilevanti, Nicoz si disegna con lo stesso distacco con cui racconta di personaggi irreali.

Siciliana, e più precisamente di Messina, Michela De Domenico è una disegnatrice giunta al fumetto da una strada inconsueta quale il cinema. Capace di uno stile fatto di tagli neri e improvvise esplosioni di luce, i suoi racconti sono pubblicati sulle pagine di Fagorgo (Innovation), Schizzo Immagini (Centro Fumetto “Andrea Pazienza”), Sciacallo Elettronico Presenta (Edizioni DeFalco) e Mondo Naif (Kappa Edizioni).

Nelle tavole di Anna Merli convergono le suggestioni più diverse, colori mattottiani, mille riverberi dall’opera di Grazia Nidasio, sprazzi umorali da Art Spiegelman e non solo. Il tono che amalgama questo coacervo di accenti non è facile commistione di stili, ma un personalissimo modo d’intendere il fumetto. A tutt’oggi Anna Merli ha realizzato la copertina del numero sette di Schizzo Idee, mentre su quello successivo è apparso il racconto con cui ha vinto il concorso provinciale organizzato sempre a Cremona dal Centro Fumetto “Andrea Pazienza” nel corso del 1999.

Quello dello sceneggiatore è un ruolo invisibile in confronto a quello del disegnatore. Elena “Maui” Accenti, ventitreenne milanese, autrice dallo stile forte, lo assolve perfettamente scrivendo storie dai ritmi sincopati. Su disegni di Christian Neri, che segue perfettamente i suoi movimenti, ha creato la serie Nico e Armando, e alcuni racconti liberi apparsi su Plastilina, edita da Innovation.

Sempre di Milano è Greta Crippa che, con lo pseudonimo Greta Eta, ha al suo attivo delle pubblicazioni su Sciacallo Elettronico, Kerosene (Mare Nero) e Fagorgo. Nel 1999, Innovation ha dato alle stampe un suo volume erotico Vengo a squillo, altro piccolo “manifesto” nel quale muove dei personaggi talmente straordinari da apparire quasi reali.

(© sull immagine Michela De Domenico)

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